In queste ore in cui si susseguono dichiarazioni e silenzi che fanno riflettere, gli italiani sembrano avere le idee chiare. L’Italia, quella reale, ha scelto il buon senso. In questa sede non entriamo nel merito delle vicende partitiche, non vogliamo commentare gli avvicendamenti al Governo, la vittoria di Berlusconi e la sconfitta di Veltroni, quanto piuttosto cercare di fornire qualche chiave di lettura.
Dopo battaglie ideologiche contrarie alla famiglia, dopo Pacs, Dico, Cus e coppie di fatto di vario “genere”, gli italiani hanno ribadito l’unicità e l’importanza della famiglia fondata sul matrimonio. Senza se e senza ma. La Sinistra Arcobaleno, quella radicale, è scomparsa e con lei anche gli irrazionali e insensati contenuti del suo programma. E mentre nelle trasmissioni televisive si sente già parlare di quoziente familiare e di politiche (finalmente) rivolte al vero motore del Paese, ci viene da sorridere. Oggi che la politica sembra non saper più interpretare i bisogni delle persone, concentrata più su battaglie di cartello e personali che sui veri problemi della gente, sentir parlare di famiglia come soggetto sociale è confortante. Anche perché, è bene ricordarlo, nonostante i profondi mutamenti economici e culturali che negli ultimi decenni hanno trasformato la società, la famiglia continua ad assolvere la sua funzione biologica, sociale e storica. Ma proprio perché così decisiva, non può continuare a presidiare tutti gli spazi lasciati vacanti dalle istituzioni, fungendo da ammortizzatore sociale e sostituendo, in una inversione perversa del principio di sussidiarietà, il welfare state.
Piuttosto che andare avanti a “colpi di asili nido”, con soluzioni che cercano cioè di tamponare alla meglio le urgenze più gravi, servono idee chiare ed investimenti strutturali, magari ascoltando o ancor più coinvolgendo la società civile. E allora, non sarebbe male a poco meno di un mese dal primo anniversario del Family Day, dopo migliaia di banchetti e milioni di firme per un fisco più equo, cominciare l’attuazione di un programma partendo dalle riforme per la famiglia. Tutti insieme. Maggioranza e opposizione, convinti che il bene della famiglia sia il bene del Paese. Noi, di certo, non staremo a guardare. Come un pungolo, come una goccia che scava la pietra, ripeteremo, a costo di sembrare un disco rotto, che così non ce la facciamo ad andare avanti e che abbiamo bisogno di aiuto. Il futuro dell’Italia sono i nostri figli. Gianluigi De Palo |