Luglio 2008: Addio politiche familiari?
31 Luglio 2008
Giorgia Meloni
Ministro della Gioventù, Pdl
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Non è vero che i giovani non desiderino i figli
INSISTO: ALL`ITALIA SERVE
IL QUOZIENTE FAMILIARE
Quando penso all’istituzione familiare, mi tornano sempre in mente le parole di Giuseppe Mazzini, quelle che appresi a scuola tra la frenesia e la noia che hanno solitamente gli adolescenti quando ascoltano svogliatamente i propri insegnanti: “La famiglia è la patria del cuore”. A distanza di anni ho riscoperto il senso di quelle poche, semplici parole. Solo con la maturità ho potuto comprendere come il nesso tra patria e famiglia fosse così intimo e così indissolubile. Ma, d’altra parte, tra i ricordi di scuola conservo memoria anche di una frase di Martin Lutero che rappresenta al meglio questo nesso: “La famiglia è la fonte delle fortune o delle sfortune dei popoli”. 
Eppure, famiglia e società, all’interno della storia, si sono condizionate vicendevolmente. Per alcuni questo assunto è privo di particolari preoccupazioni: è un semplice dato di fatto. Per altri, certamente per me, è invece un dato che deve farci riflettere ed operare di conseguenza.
Proprio sulla base di queste convinzioni profonde, nel corso della passata legislatura, ho presentato una proposta di legge che aveva come obiettivo quello di fornire supporto alle famiglie, soprattutto a quelle numerose, perché potessero affrontare con minori angosce la sfida coraggiosa di crescere i propri figli. Molti dei contenuti di quel mio progetto sono diventati oggi parte del programma di governo e spero che si possa lavorare in quella direzione. Troppo tempo è già andato perduto.
Altri paesi europei si sono già posti seriamente il problema e sono sempre più convinta che anche in Italia le politiche a sostegno della maternità e della natalità siano ormai diventate un’assoluta priorità istituzionale. L’Italia, oltre ad avere la popolazione più vecchia d’Europa, registra un tasso di natalità tra i più bassi del mondo.
Ma perché la gente non fa più figli in Italia? Non credo affatto che sia una questione di volontà. Credo piuttosto che anche i giovani italiani desiderino dei figli, ma che lo considerino ormai un vero e proprio lusso. Prendere coscientemente la responsabilità di creare una famiglia sembra diventato un atto eroico per le nuove generazioni.
Che fare, dunque? Un modello che considero molto positivamente è quello francese. Da molti anni ormai, in Francia, è stata avviata una politica per la famiglia fondata su incentivi economici, maggiore flessibilità nei congedi di maternità e di paternità e aumento esponenziale della disponibilità di posti negli asili nido a tariffe sostenibili. Queste misure hanno consentito di raggiungere, già in brevissimi tempi, un tasso di natalità a livelli decisamente superiori rispetto alla media europea. Insomma, in fondo, non occorre essere particolarmente originali: qualche volta basta copiare bene dalle nazioni che hanno ottenuto i migliori risultati.
Le idee non mancano: come quella di dare spazio agli asili di condominio gestiti a turno da una madre, la cosiddetta baby sitter di pianerottolo, pagata per il servizio dallo Stato. In Francia questo esperimento è riuscito benissimo ed è ormai utilizzato su larga scala. In Italia invece è rimasto al livello di pochi ma riuscitissimi esperimenti come quello di Reggio Calabria dove il sindaco Giuseppe Scopelliti ha sperimentato con successo l’asilo di condominio. Malgrado i problemi logistici e soprattutto burocratici.
Alle famiglie potrebbe essere garantito ogni genere di aiuto concreto sui generi di prima necessità: dai pannolini al latte in polvere. Come pure un sostegno per la retta dell’asilo e i libri di testo per tutta l’età dell’obbligo. Infine, l’allargamento del congedo parentale anche ai padri.
Una delle proposte che mi sta particolarmente a cuore e che credo possa essere applicata con successo in Italia è il sistema del quoziente familiare, ovvero una tassazione proporzionata al numero dei figli. Il sistema è semplice: più figli si hanno, meno tasse si pagano. In pratica la somma dei redditi è suddivisa per tutti i componenti della famiglia.
Tutte queste iniziative erano contenute nella mia proposta di legge e nascevano dal confronto con le associazioni operanti nel settore. Possono ancora costituire un valido punto di partenza per un confronto con le altre forze politiche, con l’auspicio che si possa creare un vasto fronte trasversale per una maggiore tutela della maternità e per un rilancio delle politiche a favore della natalità.
Sono convinta che la maternità – intesa nel suo significato di valore sociale – debba tornare al centro dell’agenda politica anche in Italia e che non si possa perdere il treno rappresentato dal governo del quale faccio parte. E’ l’impegno che prendo con il nostro popolo, con i suoi giovani. E’ l’impegno che ho preso con me stessa.

Giorgia Meloni

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