Luglio 2010: La crisi raccontata dai giovani
16 Settembre 2008
Gaetano Quagliariello
Senatore, Pdl
vai alla biografia
Nuove fondamenta nel rapporto tra Chiesa e laici
I PERCORSI VIRTUOSI
DELL`AUTONOMIA
Un commento alle parole del Santo Padre sull`esigenza di una nuova generazione di politici cattolici non può prescindere dal percorso che nel nostro Paese ha interessato l`impegno pubblico dei cattolici e il loro ruolo nel panorama politico. Non si può eludere, in particolare, il riferimento al venir meno di un contesto storico, che da tempo è presente nelle riflessioni del cardinale Ratzinger prima e di papa Benedetto XVI poi. Di qui l`esortazione del Pontefice a guardare avanti, al cospetto di un`epoca che si va inesorabilmente concludendo.
Mi riferisco all`epoca segnata, nel secondo dopoguerra e in particolare al termine della stagione del centrismo degasperiano, dall`avvento delle sfide della modernità. Al prevalere, agli esordi della Prima Repubblica, di quella generazione di politici cattolici che di fronte a tale sfida videro nella modernizzazione un processo ineluttabile di fronte al quale la tradizione era destinata a soccombere, e nella secolarizzazione e nei suoi esiti un corollario da accettare necessariamente. L`unica chance, insomma, sembrava essere quella di inglobare la modernità piuttosto che contrapporle una tradizione.
Questa tendenza, inaugurata dall`avvento della cosiddetta "seconda generazione" ai vertici della Democrazia cristiana, fa il paio con il mutato atteggiamento della Chiesa, che dopo la fine del pontificato di Pio XII ha inteso sempre più lo Scudocrociato come autentico "braccio secolare": ha delegato alla Dc lo spazio dell`intervento pubblico, e riservava a se stessa soltanto la possibilità di accettare o meno le elaborazioni del partito. E trova altrettanta rispondenza nella diffusione di un senso comune, tanto superficiale quanto radicato, secondo cui le conclusioni del Concilio Vaticano II avrebbero assecondato una deriva "darwinistica" per la quale l`accoglimento della modernità comportava un progressivo spostamento a sinistra del baricentro politico e sociale, anche a scapito di quei principi che Benedetto XVI ritiene "non negoziabili".
In queste temperie sono maturate esperienze come il centrosinistra, il compromesso storico, i governi di unità nazionale. Ed è in tale contesto, nell`ambito di un assetto bipolare del mondo, al cospetto del partito comunista più forte d`Europa e di una formazione che al contempo riuniva i cattolici e rappresentava la diga più efficace contro il comunismo, che va inquadrata la scelta della Chiesa di assecondare la stagione del partito identitario, del partito unico dei cattolici.
Il mutamento epocale dello scenario geopolitico determinato dalla fine della guerra fredda, il tramonto del partito unico dei cattolici e l`avvento di pontefici come Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, hanno determinato l`esaurirsi dello scenario fin qui descritto. Il rapporto tra la dimensione religiosa, la dimensione pubblica e la dimensione politica si è profondamente modificato. La Chiesa ha abbandonato l`idea di servirsi di un "braccio secolare" ed ha ripreso a parlare sempre più dal pulpito, senza intermediazioni, rivolgendosi a tutti senza coltivare interlocuzioni politiche privilegiate.
Se il quadro sin qui tracciato è la premessa storica dalla quale non si può prescindere, è altrettanto necessario tener conto dell`attualità del momento che stiamo attraversando. Si è appena concluso un bienno terribile, nel quale da parte di ampi settori della maggioranza politica si è tentato di negare il diritto della Chiesa di fruire dello spazio pubblico, si è coltivata una malintesa idea di laicità secondo la quale la fede sarebbe da circoscrivere all`ambito privatissimo della coscienza individuale, e addirittura si è messa in discussione la possibilità che la Chiesa potesse esprimere la propria opinione su temi come la vita, la morte, la famiglia.
Terminata questa parentesi autenticamente oscurantista, ci troviamo di fronte ad una grande opportunità: ricostruire su nuove fondamenta il rapporto tra la Chiesa e i laici, superando il pregiudizio positivo nei confronti di qualsiasi cosa abbia a che fare con la categoria della modernità, e prendendo a comune denominatore i principi della cristianità, fondanti della civiltà occidentale.
Tale sfida potrà avere successo solo se si affermerà senza equivoci il principio dell`autonomia reciproca, in virtù del quale la Chiesa non potrà chiedere alla politica di asservirsi, ma nessuno potrà chiedere alla Chiesa di essere silente o subordinata alla politica. Vi fu un tempo, quello di Alcide De Gasperi, in cui l`esigenza di autonomia del partito dei cattolici si scontrò con l`ambizione della Chiesa a non perdere il proprio ruolo di guida della società. Oggi il partito identitario dei cattolici non esiste più, e quell`esperienza ci ha insegnato che per essere riferimento efficace non c`è bisogno di cieca obbedienza. Se c’è confronto e persino responsabile concorrenza tra l’autonomia dei politici e quella della Chiesa e delle sue organizzazioni collaterali, tutti ne trarremo giovamento.

Gaetano Quagliariello

Stampa Invia ad un Amico
L'opinione di:
Marco Iasevoli
Responsabile nazionale dei giovani
di Azione Cattolica
vai alla biografia
AC/Oltre la legge della domanda e dell`offerta
UN PROGETTO DI VITA
NON LA FRAMMENTAZIONE

Vai all'articolo
Giuseppe Failla
Segretario nazionale dei giovani
delle Acli
vai alla biografia
ACLI/Il "si salvi chi può" non ci basta
LA SFIDA DA COGLIERE
RILANCIARE IL SOCIALE

Vai all'articolo
Giovanni Gut
Delegato nazionale dei giovani Mcl
vai alla biografia
MCL/I contratti da soli non garantiscono tutto
RISCOPRIAMO IL DESIDERIO
COME MOLLA DELLO SVILUPPO

Vai all'articolo
Vittorio Sangiorgio
Delegato nazionale di Coldiretti
Giovani Impresa
vai alla biografia
COLDIRETTI/L`esperienza dell` "Oscar Green"
TANTE IDEE VERDI
CHE FANNO L`IMPRESA

Vai all'articolo
Altro Parere:
Giovanni Morelli
Il tempo che viviamo non è il peggiore...
EPPURE CI VIENE
LA VOGLIA DI FUGGIRE
Anna Rotundo
Una voce significativa dal Sud
GIOVANI DONNE
MONTAGNE DA SCALARE
Cristian Ricci
Una lettura sapienziale della crisi
DA "ORA ET LABORA"
A "CARITAS IN VERITATE"
Emanuele Rosario de Carolis
C`è tanto attivismo sociale nei giovani
UN TEMPO PER GEMERE
UN TEMPO PER BALLARE
Domenico Delle Foglie
Direttore
vai alla biografia
Ilaria Nava
Giornalista
vai alla biografia
Cristian Carrara
Coordinatore dipartimento istituzioni Acli
vai alla biografia
Giulia Galeotti
Storica e saggista
vai alla biografia
Edoardo Patriarca
Membro del Consiglio Nazionale dell`Economia e del Lavoro
Segretario delle Settimane Sociali dei cattolici italiani
vai alla biografia
Nicoletta Tiliacos
Giornalista
vai alla biografia
Emanuela Vinai
Redattrice web
vai alla biografia
   
Informazioni legali