Settembre 2010:
In primo piano
Il Corriere della Sera 30 Luglio 2010

di Ernesto Galli Della Loggia

ITALIANI SENZA ITALIA
Tra le tante anomalie italiane c`è anche quella che siamo riusciti a inventarci una destra di governo che salvo lodevoli eccezioni si mostra ostile, o al più indifferente, alla dimensione dello Stato nazionale. A cominciare dalla sua componente più essenziale e concreta: il territorio.

Intendo il territorio nei suoi aspetti generali riguardanti il paesaggio, cioè l`insieme dei caratteri geomorfologici, i fiumi, le coste, le montagne della Penisola.

Fino a oggi gli italiani potevano pensare di essere, in quanto tali, padroni del proprio Paese. Ora non più.

Fino a oggi un siciliano poteva legittimamente essere convinto che le Dolomiti erano per così dire anche sue, così come un piemontese era autorizzato a credere la.stessa cosa, chessò, delle pendici dell`Etna o dell`Isola delle Femmine.

Mi piace credere che la proclamazione da parte della nostra Carta costituzionale della Repubblica come «una e indivisibile» significasse anche questo: che tutta l`Italia era di tutti gli italiani. Così come di tutti erano gli edifici di pubblica utilità costruiti sul suo suolo (porti, fari, caserme, ecc.). Demanio significava fino a oggi esattamente questo tipo di proprietà, idealmente indivisa. Della quale, naturalmente, poteva disporre solo lo Stato, cioè solo il potere politico centrale, alla cui definizione concorrono per l`appunto tutti i cittadini.

Ma ormai tutto ciò, come dicevo, sta per appartenere al passato.

CONTINUA A PAGINA 38 SEGUE DALLA PRIMA Ormai, in base al federalismo fiscale che ha fatto l`altro giorno un altro passo avanti con la pubblicazione dell`elenco degli oltre dodicimila «luoghi» dismessi dallo Stato - le Dolomiti, i fari, pezzi della collina di Superga, tratti di fiumi e di torrenti, isole e isolotti, interi tratti di coste e tutto ciò che vi è edificato sopra sono sul punto di uscire dall`ambito dell`amministrazione statale per passare agli enti locali. A decidere dunque che cosa fame se vendere questo o quel pezzo di montagna a un privato per costruirvi una discoteca o un grande albergo, se affittare le rive di un fiume a un club del golf, se invece aprirvi una cava di ghiaia e così via - saranno d`ora in poi i consigli comunali, provinciali o regionali.

O meglio: le rispettive giunte e assessorati.

Sappiamo per esperienza che cosa allora dobbiamo aspettarci: la rovina definitiva del paesaggio e del patrimonio naturalistico del nostro Paese, la sua totale mercificazione-cementificazione.

Come accaduti altre mille volte in passato, infatti, élite politiche e amministrazioni locali anche al Nord, con buona pace dei leghisti faranno a gara nello stravolgere e distruggere il nuovo patrimonio acquisito sotto la spinta coalizzata degli interessi privati forti e insieme delle minute richieste dei loro elettori, delle invincibili tentazioni tangentizie o magari, nel caso migliore, dei progetti più strampalati.

Ci si accorgerà a quel punto di come nei fatti, in questo come in molti altri campi, il potere centrale e le sue amministrazioni diano ben maggiori garanzie d`onestà e d`efficacia di qualunque `altro: sia perché comunque gestiti da un personale più capace e selezionato, sia perché più sottoposti al,controllo dei media e perciò dell`opinione pubblica.

Ma a quel punto sarà troppo tardi. A quel punto, infatti, l`Italia non ci sarà davvero più perché anche dal punto di vista fisico essa sarà virtualmente sparita. E insieme saranno svaniti i valori ambientali e culturali che per secoli essa ha rappresentato.

Stampa Invia ad un Amico
L'opinione di:
Lettere al direttore:
Autore: Eleonora Aquitani

Al direttore,

Tremonti: l`emergenza in Italia è finita.
La ricompriamo o ci sono delle scorte?

8 Settembre 2010 

Autore: Marco Voli

A margine del Sussurriegrida di Patriarca

SI`, LA SCUOLA "PUBBLICA"

Autore: Alessandra De Pra

A proposito di "the show must go on"

COME NEL CIRCO ROMANO
SI...

Autore: Vitale Troilo

Concordo con Nicoletta Tiliacos

L`IMMORTALITA`
NON CI...

Autore: Miriam Valentini

Una riflessione sui test d’ingresso

Autore: Antonio Campati

A margine delle riflessioni di Pezzotta e De Rita

NEGLI ATTI LEGISLATIVI

Autore: Gabriella Sartori

Parole coraggiose sulla crisi

Autore: don Giulio Procopio

"Il direttore ha preso un abbaglio"

Autore: Il direttore

Una serena raccomandazione ai lettori

LETTERE PIU’ BREVI
PER...

Autore: Pier Luigi Tossani

A margine del “Fuoricampo” di Pezzotta

Autore: Andrea Barbetti

Lettera aperta al ministro Maroni

I MIEI MILLE DUBBI
SULLA TESSERA DEL...

Autore: Annamaria Bordin

Lo strabismo dell`informazione italiana

LA VERA VITTIMA
E` SAKINEH NON LA...

Autore: Marco Lora

Un articolo immaginario sulla visita

GHEDDAFI A ROMA
RACCONTATO DAI...

Domenico Delle Foglie
Direttore
vai alla biografia
Ilaria Nava
Giornalista
vai alla biografia
Cristian Carrara
Coordinatore dipartimento istituzioni Acli
vai alla biografia
Giulia Galeotti
Storica e saggista
vai alla biografia
Edoardo Patriarca
Membro del Consiglio Nazionale dell`Economia e del Lavoro
Segretario delle Settimane Sociali dei cattolici italiani
vai alla biografia
Nicoletta Tiliacos
Giornalista
vai alla biografia
Emanuela Vinai
Redattrice web
vai alla biografia
   
Informazioni legali