Sì, c’eravamo anche noi in piazza il 2 marzo per apporre la nostra firma sulla petizione del Forum delle Associazioni familiari per “un fisco amico della famiglia”. Era una domenica assolata a Roma e noi eravamo mescolati tra la folla che circondava il Colosseo dove era stato allestito il gazebo del Forum per la raccolta delle firme. Tra personaggi televisivi ed esponenti di spicco della politica, primeggiavano però le famiglie, accorse a mettere la loro firma su una proposta che potrebbe dare una svolta vera alle politiche pubbliche a favore della famiglia. Si tratta - lo ricordiamo - dell’introduzione in Italia di un sistema di deduzioni dal reddito, pari al reale costo di mantenimento di ogni soggetto a carico. In sostanza, il minimo vitale necessario alla cura e alla crescita di ogni bambino andrebbe dedotto dal reddito, proprio perché la famiglia si fa carico di un ruolo sociale primario che sta a cuore a tutta la collettività.
Di sicuro, quella domenica al Colosseo, come in mille altre piazze italiane, si è respirato lo stesso clima che abbiamo vissuto e sperimentato un anno fa, il 12 maggio, sempre a Roma, nel Family Day. Da allora, come ben testimoniano anche gli articoli dei nostri opinionisti, la famiglia (con i suoi bisogni) è entrata prepotentemente sulla scena pubblica. Merito sicuramente di quel grande moto di popolo che portò in Piazza San Giovanni oltre un milione di italiani per rivendicare la centralità del soggetto famiglia, contro ogni tentativo di pianificare interventi legislativi che intendevano legittimare una declinazione al plurale. Non più famiglia, secondo il modello naturale che abbiamo ereditato (marito, moglie e figli), ma famiglie (eterosessuali e omosessuali). Ma da quella piazza vennero un’indicazione e una richiesta precise ai Palazzi della politica: l’adozione di politiche “audaci e durature” a favore della famiglia.
Non meraviglia, dunque, che la famiglia abbia fatto irruzione prepotentemente in una campagna elettorale che nessuno aveva preventivato. Tanto meno questo nuovo scenario poteva essere previsto dal Forum delle associazioni familiari che coraggiosamente ha lanciato la petizione nell’autunno scorso, quando certamente di crisi di governo e di conclusione anticipata della legislatura, non si aveva alcun sentore.
Ma sta di fatto che oggi di famiglia si parla, eccome. E che sia diventata uno dei punti nevralgici di questa tornata elettorale, con una serie di proposte che non possono lasciare indifferenti, è sotto gli occhi di tutti. Certamente quelle proposte politiche saranno vagliate attentamente dagli elettori.
A rendere ancor più urgente un intervento strutturale a favore delle famiglie italiane ci ha pensato, poi, la difficile contingenza economica del Paese, con l’oggettiva contrazione del potere di acquisto dei salari e l’esplosione del prezzo di alcuni prodotti di largo consumo a seguito del rincaro soprattutto di alcuni beni primari, come il petrolio e i cereali. Ora, par di capire che la vera svolta sia nell’adozione di interventi strutturali in grado di superare il traguardo della legislatura e che perciò stesso richiederebbero maggioranze ampie. Lo slogan che spesso viene ripetuto, “le politiche per la famiglia non sono né di destra, né di sinistra, né di centro”, attende però una concreta attuazione. E’ una volontà di incontro che necessita, però, di un primo passo. Non sappiamo chi vincerà le elezioni politiche, ma di sicuro ci attendiamo che quel primo passo venga fatto. Con lo spirito di chi pone una prima pietra, sulla quale costruire una casa accogliente per tutti i cittadini. Lasciamo ovviamente agli elettori l’onere di scegliere liberamente quale proposta politica sulla famiglia sia più convincente. A noi, quello di ricordare quanto sia socialmente giusta e strutturalmente di facile applicazione la proposta fiscale lanciata dal Forum delle famiglie. Un sistema, vogliamo ricordarlo, che fa salva sia l’equità verticale (chi più ha, più paga) ma anche quella orizzontale (a parità di reddito, chi ha figli paga di meno).
A pensarci bene, un criterio rivoluzionario di giustizia sociale.
Coraggio: mettiamoci una firma su quel “meno tasse per chi ha figli”. Con quella firma possiamo contribuire a cambiare il volto del nostro Paese. Domenico Delle Foglie |