Settembre 2009: L`America: naturaliter religiosa
8 Settembre 2009
Domenico Delle Foglie
Direttore
vai alla biografia
La parabola virtuosa della fede negli Stati Uniti
QUANDO LA RELIGIONE
E`"RISORSA DI SENSO"
E’ meglio essere laici per legge e religiosi per scelta, oppure religiosi per legge e laici per scelta? Dalla risposta a questo interrogativo – non è un rompicapo – dipende il nostro grado di comprensione del successo della “laicità positiva” e dello stesso spazio che il cattolicesimo, e in genere le confessioni cristiane, hanno conquistato negli Stati Uniti.
Non c’è dubbio, per chi abbia a cuore la fede così come la libertà a fondamento della convivenza civile, che la prima delle opzioni sia quella più felice. Quella che non ha concesso al laicismo nella versione europea (illuminista, postmoderna e anti religiosa) di prendere piede nel Nord America e che soprattutto ha garantito, in nome della libertà, sacra per tutti, il dispiegarsi della fede senza ostacoli ideologici. Anzi, ha consentito che la pervasività della scelta religiosa nella vita personale e pubblica non rappresentasse un ostacolo, ma addirittura venisse percepita e vissuta come una risorsa civile in più. Per la tenuta dello spirito americano, per la consapevolezza di essere un solo popolo, per la definizione dello status di nazione.
Mi si passi l’analogia, quel naturaliter cristiano che noi percepiamo nello spazio antropologico italiano, ha un corrispettivo negli Stati Uniti, in quello che noi possiamo definire un naturaliter religioso. L’uomo americano non sa concepirsi fuori dalla dimensione religiosa. Se le statistiche non mentono, scoprire che nove americani su dieci si definiscono credenti, ovvero credono in Dio; otto dicono che la religione è importante a livello personale e che sette pregano quotidianamente, è sorprendente e al tempo stesso rassicurante.
E’ in fondo questa semplice consapevolezza che rafforza ogni tentativo di dialogo fra la Chiesa cattolica e ogni presidente americano. Perché se gli Stati Uniti si percepiscono come una nazione che ha sempre davanti a sé una nuova frontiera, è impossibile non cogliere l’opportunità che questa prospettiva offre al cattolicesimo. Gli Stati Uniti sono il luogo in cui l’evangelizzazione è sempre possibile. Possiamo dire altrettanto, e a cuor leggero, dell’Europa? Qui, nel Vecchio Continente, la prospettiva della “laicità positiva” non è patrimonio comune, anzi.
Ora qui non intendiamo inoltrarci nel dibattito, ancora tutto aperto, sulla cosiddetta “religione civile”. Ma ricorrendo al teologo protestante Wolfhart Pannenberg, è difficile non concordare con lui quando afferma che la religione ha una grande funzione pubblica come “risorsa di senso”. Anzi, ritiene – per usare le parole del cardinale Camillo Ruini – che “soltanto la religione possa essere il fondamento spirituale, e non ideologico, capace di tenere insieme una società, mentre il nazionalismo e le ideologie del secolo scorso sarebbero cattivi surrogati”.
Ancora Ruini, nel suo “Confini” (Dialogo sul cristianesimo e il mondo contemporaneo), duettando con Ernesto Galli della Loggia, non ha dubbi nell’affermare che per il cristianesimo la valenza civile  “non implica in realtà né un asservimento, né una riduzione, né un’indebita ingerenza”.
E così conclude: “Ricorrendo a una categoria evangelica direi che la funzione della religione rientra tra quel che ci è dato ‘in aggiunta’, in sovrappiù, rispetto alla ricerca del Regno di Dio (Mt 6,33). In ultima analisi vale anche qui il principio teologico che Dio, in Gesù Cristo, ha assunto e salvato tutte le dimensioni dell’umano, tra le quali vi sono anche quelle sociali e pubbliche”.
Un sincero incoraggiamento per i laici cattolici delle due sponde dell’Atlantico. E forse anche una chiave per simpatizzare con i cattolici americani, naturaliter cristiani in un mondo naturaliter religioso. Mentre i cattolici d’Europa – occorre riconoscerlo per onestà intellettuale – vivono immersi in un mondo naturaliter laicista. Di qui l’immensa responsabilità del cattolicesimo italiano ed europeo nel coltivare un dialogo costruttivo con gli Stati Uniti.

Domenico Delle Foglie

Stampa Invia ad un Amico
L'opinione di:
Robert Royal
Presidente del Faith & Reason Institute Washington D.C. e membro del comitato scientifico Centro studi
Tocqueville Acton
vai alla biografia
I cattolici a confronto con la cultura made in Usa
GLI AMERICANI HANNO FAME
DELLA BELLEZZA CRISTIANA

Vai all'articolo
Roberto Fontolan
Giornalista, direttore di Oasis
vai alla biografia
L`avventura americana di Comunione e Liberazione
DALLE GRANDI PIANURE
ALLA GRANDE MELA

Vai all'articolo
Elena Molinari
Giornalista, corrispondente da New York per "Avvenire" e "Radio Vaticana"
vai alla biografia
Cosa è cambiato dopo l`incontro con il Papa
OBAMA E` PIU VICINO
PER L`AGENDA SOCIALE, MA...

Vai all'articolo
Giulia Galeotti
Storica e saggista
vai alla biografia
Straordinaria vitalità nelle 19mila parrocchie
LA CHIESA AMERICANA
ASCOLTA E INTERAGISCE

Vai all'articolo
Domenico Delle Foglie
Direttore
vai alla biografia
Ilaria Nava
Giornalista
vai alla biografia
Cristian Carrara
Coordinatore dipartimento istituzioni Acli
vai alla biografia
Giulia Galeotti
Storica e saggista
vai alla biografia
Edoardo Patriarca
Membro del Consiglio Nazionale dell`Economia e del Lavoro
Segretario delle Settimane Sociali dei cattolici italiani
vai alla biografia
Nicoletta Tiliacos
Giornalista
vai alla biografia
Emanuela Vinai
Redattrice web
vai alla biografia
   
Informazioni legali