In principio fu “Parabole mediatiche: fare cultura nel tempo della comunicazione”.
Era il 2002 e quell’evento, promosso dalla Commissione Episcopale per la cultura e le comunicazioni sociali, fu il fulcro dell’attività di quell’anno e rappresentò il mezzo attraverso cui furono poi sviluppate le indicazioni degli Orientamenti pastorali per il primo decennio del 2000: “Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia”.
Oggi, otto anni e molte evoluzioni informatiche dopo, in un ideale passaggio tra il primo e il secondo decennio degli anni 2000, prende il via “Testimoni Digitali. Volti e linguaggi nell’era cross mediale”. L’evento che si svolgerà dal 22 al 24 aprile a Roma nelle sale dell’Hotel Summit, vedrà la partecipazione dei principali protagonisti del nuovo scenario digitale italiano e internazionale, e si propone come momento di confronto e di interazione tra gli esperti e i tanti operatori, ecclesiali e laici, che quotidianamente si muovono tra le pagine del web.
Non è quindi la prima volta che il mondo cattolico si impegna ad approfondire il ruolo dei nuovi media e, ancora una volta, lo fa con un intervento di alto livello. Senza pregiudizi e con la profonda consapevolezza dell’importanza che la Rete e i social network rivestono in questo nostro tempo, caratterizzato dalla liquidità dell’informazione e dalla continua interconnessione, dove i media non si limitano a narrare il mondo, ma interagiscono con esso. Diventa pertanto quanto mai strategico, usando le parole di monsignor Mariano Crociata, segretario generale della Cei, “abitare il nuovo mondo digitale per portare avanti la missione dell’evangelizzazione, contribuendo a creare una mentalità plasmata dal Vangelo”. Di fronte all’avanzare delle nuove tecnologie e all’affermarsi di una cultura digitale, i vescovi italiani - ha spiegato monsignor Crociata - hanno avvertito l’esigenza “di riflettere, capire meglio, prendere l’iniziativa perché la missione della Chiesa possa essere svolta in modo efficace, attuale, contemporaneo anche in condizioni nuove”.
Anche per monsignor Domenico Pompili, sottosegretario e portavoce della Cei “Testimoni Digitali non è un fatto isolato, ma si inserisce nell’attenzione che la Chiesa italiana riserva alla dimensione della comunicazione”. Un appuntamento che, spiega, “non vuole inseguire mode tecnofile, ma si interroga sulla maniera in cui la rete cambia il nostro modo di vivere e pensare”. Sempre monsignor Pompili ribadisce che “alla Chiesa cattolica non sfugge che la possibilità offerta dall’innovazione tecnologica di comunicare in modo sempre più veloce e diffuso sia un bene straordinario per tutta l’umanità, che come tale va però promosso e tutelato. Quanto più potenti sono i mezzi di comunicazione, tanto più devono essere forti la coscienza etica e la preparazione di chi in essi opera. È necessario pertanto che la comunicazione ‘sociale’ non sia considerata solo in termini economici o di potere ma sia inserita in un orizzonte di beni di primaria importanza per il futuro dell’umanità come il cibo, l’acqua, le risorse naturali, le infrastrutture viarie, l’istruzione e la formazione”.
Più che un convegno, un programma di lavoro ben preciso, nella prospettiva decennale che avrà al centro proprio il tema dell’educazione. Anche noi di Piuvoce.net siamo chiamati ad essere “Testimoni Digitali”, per rispondere appieno alla sfida dell’emergenza educativa, e per impegnarci a non lasciare nessuno indietro, pena un gap difficile da colmare. Emanuela Vinai |