L’onorevole Binetti vota contro la legge
sull`omofobia e rischia l`espulsione
UN PARTITO ``DEMOCRATICO`` SA RISPETTARE LE COSCIENZE
Giù le mani da Paola Binetti. Lo diciamo con profonda convinzione e non per l’amicizia che ci lega all’onorevole del Pd. Lo gridiamo perché il valore più alto della politica sta esattamente nella difesa della libertà di coscienza. Cosa resterebbe della democrazia se a ciascun parlamentare, che altri non è se non un cittadino chiamato dal popolo ad esprimere una rappresentanza di ideali e di interessi popolari, venisse chiesto di rinunciare deliberatamente e programmaticamente alla propria coscienza? Alla propria libertà di coscienza?
Noi crediamo che questa politica illiberale non ci piacerebbe affatto. Anzi, denunceremmo un deficit di democrazia. Proprio per queste ragioni appaiono sopra le righe le valutazioni del segretario del Pd, Franceschini, che fa adombrare la possibilità dell’espulsione dell’on. Binetti dal partito a seguito del suo voto contro la legge sull’omofobia.
Sommessamente diciamo che sarebbe scandaloso per un partito che si chiama “democratico” espellere un proprio parlamentare per una scelta fatta in nome della propria coscienza. Altro che partito democratico, questo sarebbe un gulag.