Per carità, dateci un po’ di tregua. Silvio Berlusconi alle prese con la crisi del Pdl, il “suo”partito, ha promesso di dedicare l’estate alle cure della sua creatura. Lo farà, ha annunciato, avendo base a Roma, in un castello alle porte della città. Quindi, niente feste col vulcano a Villa Certosa in Sardegna, ma cene e convivi nella calda, torrida estate romana. Più che una promessa, è sinceramente una minaccia, anche per il cittadino più innamorato della politica. Il motivo: ne inventerà una al giorno per conquistare un titolo a nove colonne sui giornali e occupare gli spazi televisivi. In parole povere, appena Gianfranco Fini, l’alleato riottoso e inaffidabile, partirà per una delle sue immersioni subacquee, è assicurato che lui ci darà dentro per riconquistare il suo popolo, messo a dura prova dalla Finanziaria di Giulio Tremonti e dalle risse intestine.
Tutto questo accadrà fra il 10 agosto e fine mese. Perché i lavori parlamentari proseguiranno sino all’otto di agosto per completare l’iter della manovra e definire la vicenda delle intercettazioni. Quindi ne vedremo ancora delle belle. Poi, già da fine agosto, ripartirà il valzer delle feste di partito.
Insomma, la politica ci accompagnerà per tutta l’estate, per la felicità dei giornalisti che avranno qualcosa da mettere in pagina, oltre gli allarmi per le temperature tropicali e il traffico da esodo. Ma questo non ci aiuterà a staccare la spina come forse meriteremmo dopo l’avvio tempestoso del 2010. Un altro anno da dimenticare che chiude il suo primo trimestre con una manovra da 24miliardi di euro, un Sud alla deriva, un Nord ancora in affanno, gli adulti in cassa integrazione, i giovani disoccupati e le famiglie che sono quasi in riserva.
Se questo surplus di politica servisse almeno a tirarci fuori dalle secche in cui ci ritroviamo, potremmo anche sopportarlo. Ma se tutto il martellamento dovesse servire solo per salvare questa o quella coalizione, questo o quel partito, questo o quell’equilibrio di potere, allora nessuna meraviglia se spegneremo la radio e la televisione e compreremo un giornale in meno. Meglio lasciarsi stordire dal caldo che farsi torturare dalle beghe politiche che non danno risposta ai nostri problemi.
A proposito, lo diciamo a tutti i nostri amici che fanno politica: questo eccesso di politica non è la conferma che in giro di politica vera ce n’è davvero poca? Domenico Delle Foglie |