Che la proposta venga dalla senatrice radicale Donatella Poretti, strenua avversaria di quanti fra noi si battono contro il relativismo etico, non fa velo. La senatrice radicale, infatti, ha lanciato la proposta di riscrivere il primo articolo della Costituzione italiana che – ricordiamo – sancisce che “l’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”.
Ecco il nuovo testo: “La Repubblica italiana è uno Stato democratico di diritto fondato sulla libertà e sul rispetto della persona”. Tralasciamo le motivazioni addotte dalla senatrice e in particolare quelle che addebitano l’attuale stesura a una sorta di compromesso politico di matrice “filo-sovietica”. Sarebbe infatti interessante una rilettura del dibattito alla Costituente per tornare a riscoprire le ragioni di quel testo.
Certamente non dispiacciono il richiamo alla libertà e alla persona. Forse ci sarebbe piaciuto un riferimento al “primato della persona”. Ma è proprio nel rapporto fra libertà e persona che si nascondono i più gravi dissensi che ci dividono dal mondo radicale. La loro libertà, infatti, si coniuga con il principio dell’autodeterminazione in senso assoluto. Basti pensare al tema dell’eutanasia da loro fortemente rivendicato. Quanto basta per farci più guardinghi.
Conoscendo, però, la cocciutaggine dei radicali italiani, sarà meglio prepararci ad un serio dibattito costituzionale. Ma lo diciamo sin da ora: giù le mani dalla persona, che è tale proprio perché sociale e vive in un rapporto di relazione con la famiglia e la comunità. Domenico Delle Foglie |